Licio Di Biase

Nato in belgio nel '57 da
genitori pescaresi, emigrati
per motivi di lavoro.Licio Di
Biase compie i primi passi
della sua formazione cultu-
rale (...continua)

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Il 2010 sarà l’anno in cui celebreremo il 150°Anniversario dell’Unità d’Italia.
Anche la nostra Città dovrà ricordare quell’evento, ed in modo particolare i giorni tra il 16 ed il 21 ottobre 1860.
Infatti in quei giorni la Piazzaforte di Pescara passò dalle mani dei Borboni a quelle delle forze unitarie, e il Re Vittorio Emanuele II, il 17 ottobre, visitò Pescara e Castellamare pronunciando, a detta dell’Abate De Marinis, la famosa frase dal Bastione del Telegrafo “Oh che bel sito……..”
Quei momenti dovranno essere ricordati, perché l’Unità del Paese è un patrimonio che non dovrà e non potrà mai essere messo in discussione.
A questo proposito, Ti invio una copia dell’Inno di Mameli, simbolo di questa Unità.
Nella speranza che gradirai questa sollecitazione, Ti saluto con viva cordialità.

Pescara, 31 agosto 2009

Licio Di Biase
Presidente del Consiglio Comunale di Pescara



L’INNO D’ITALIA
di Goffredo Mameli

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta, 
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa. 
Dov'è la Vittoria? 
Le porga la chioma, 
che schiava di Roma 
Iddio la creò. 
Stringiamoci a coorte, 
siam pronti alla morte. 
Siam pronti alla morte, 
l'Italia chiamò. 
Stringiamoci a coorte, 
siam pronti alla morte. 
Siam pronti alla morte, 
l'Italia chiamò, sì! 

Noi fummo da secoli 
calpesti, derisi, 
perché non siam popoli, 
perché siam divisi. 
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme: 
di fonderci insieme 
già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte, 
siam pronti alla morte. 
Siam pronti alla morte, 
l'Italia chiamò, sì! 

Uniamoci, uniamoci, 
l'unione e l'amore 
rivelano ai popoli 
le vie del Signore. 
Giuriamo far libero 
il suolo natio: 
uniti, per Dio, 
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte, 
siam pronti alla morte. 
Siam pronti alla morte, 
l'Italia chiamò, sì!

Dall'Alpe a Sicilia, 
Dovunque è Legnano; 
Ogn'uom di Ferruccio 
Ha il core e la mano; 
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla; 
Il suon d'ogni squilla 
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte, 
siam pronti alla morte. 
Siam pronti alla morte, 
l'Italia chiamò, sì!

Son giunchi che piegano 
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte, 
siam pronti alla morte. 
Siam pronti alla morte, 
l'Italia chiamò, sì!



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