Al Sig. Sindaco
Ai Sigg. Assessori
Ai Sigg. Consiglieri
Comune di Pescara
Il 2010 sarà l’anno in cui celebreremo il 150°Anniversario dell’Unità d’Italia.
Anche la nostra Città dovrà ricordare quell’evento, ed in modo particolare i giorni tra il 16 ed il 21 ottobre 1860.
Infatti in quei giorni la Piazzaforte di Pescara passò dalle mani dei Borboni a quelle delle forze unitarie, e il Re Vittorio Emanuele II, il 17 ottobre, visitò Pescara e Castellamare pronunciando, a detta dell’Abate De Marinis, la famosa frase dal Bastione del Telegrafo “Oh che bel sito……..”
Quei momenti dovranno essere ricordati, perché l’Unità del Paese è un patrimonio che non dovrà e non potrà mai essere messo in discussione.
A questo proposito, Ti invio una copia dell’Inno di Mameli, simbolo di questa Unità.
Nella speranza che gradirai questa sollecitazione, Ti saluto con viva cordialità.
Pescara, 31 agosto 2009
Licio Di Biase
Presidente del Consiglio Comunale di Pescara
L’INNO D’ITALIA
di Goffredo Mameli
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!