Licio Di Biase

Nato in belgio nel '57 da
genitori pescaresi, emigrati
per motivi di lavoro.Licio Di
Biase compie i primi passi
della sua formazione cultu-
rale (...continua)

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Il 2010

anno della percezione identitaria della città

 

Nei giorni successivi ai “Giochi del Mediterraneo”, si è aperto un interessante dibattito nella nostra città intorno all’eredità lasciata da questo evento. Ci sono state importanti riflessioni, come quella del “Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Vienna”, Dante Marianacci, che ha sottolineato le potenzialità di Pescara di divenire luogo centrale della cultura.
Da anni vado sostenendo che Pescara con la sua storia, le sue tradizioni, i suoi personaggi può essere senz’altro luogo della cultura europea. Tante sono le iniziative messe in cantiere per esaltare l’identità di Pescara.
Ricordo, innanzitutto, il Parco Archeologico-paesaggistico di Colle del Telegrafo, progetto finanziato con leggi regionali ai tempi in cui ero assessore alla cultura e negli ultimi anni trascurato, i cui lavori iniziali hanno portato all’individuazione delle fondazioni sia della Torre che diede il nome a Castellamare (Castellum ad Mare) che del borgo altomedioevale. Questo progetto, forse un po’ snobbato dall’opinione pubblica, sarà il cuore della percezione identitaria della città. Mi auguro che l’Amministrazione Comunale darà, al più presto, nuovo impulso ai lavori.
Come, peraltro, spero che in fretta si porterà all’attenzione della città il mosaico del primo quarto del III secolo d.c. rinvenuto nella golena sud ai tempi in cui ero assessore alla cultura ed oggi, dopo sei anni, ancora sotto un cumulo di tre metri di sabbia.
E poi, le grida rimaste inascoltate: la chiesetta di S.Anna, la Torretta, il Cinema Michetti, ancora chiuso, il Circolo Aternino da calare nel contesto culturale cittadino, l’Immacolatella di Colle Marino. Ma la cosa più interessante, e qui mi collego alla riflessione  di Marianacci, è che il 2010 sarà un anno di estrema importanza per la nostra Città.
Pescara, i pescaresi, hanno bisogno di conoscere, di capire, di percepire la propria storia. Questa estate mi è accaduto un fatto incredibile. Una serata organizzata nel  Parco dei Gesuiti in cui dovevo parlare della storia di Castellamare, ha visto la partecipazione “interessata” di circa 700 persone. Questa è la testimonianza che a Pescara c’è voglia di conoscere il proprio passato, che è ricco. E allora, utilizziamo le energie per riscoprire il passato, anche per proiettare all’esterno la nostra cultura, la nostra tradizione.
Ma chi può vantare di aver dato i natali a Gabriele d’Annunzio, ai Cascella, ad Ennio Flaiano? Chi può vantare di conservare ancora le tracce di un liberty che in molti ci invidiano?
Per non parlare del passato ancora più remoto, quello del periodo romano, del periodo medioevale. E’ chiaro: se avessimo conservato la Piazzaforte avremmo avuto più opportunità. Ma la Piazzaforte l’abbiamo avuto…e quindi una storia c’è!
Perché il 2010 potrà essere un anno importante? Per ricordare ciò che accadde a Pescara un secolo fa, nel 1910, che fu un anno incredibile. Tra il 31 luglio e il 21 agosto ci furono inaugurazioni, manifestazioni, tanti eventi che diedero la concreta sensazione che la città si stava evolvendo e che era in una fase di grande movimento. Allora Pescara era ancora separata da Castellamare, e quel 1910 rappresentò per i pescaresi una grande opportunità per recuperare lo svantaggio nei confronti della cittadina rivale.
Fu, tra l’altro, inaugurato il Cinema Michetti, e precisamente il 6 agosto alle ore 10 e, poi, alle 21 e 30 ci fu l’inaugurazione della stagione lirica con il “Werther” di Massenet.
Ma fu inaugurato, durante i festeggiamenti, anche il Kursaal, che oggi è parte della bellissima struttura dell’Ex-Aurum, ed, inoltre, alla Pineta si svolsero gli spettacoli di aviazione con gli aviatori Frey e Barrier.
Il 14 agosto intervenne anche il Ministro del Tesoro, Francesco Tedesco, per inaugurare l’acquedotto e le prime opere portuali.
Ma fu un mese ricco di eventi.
Un secolo dopo, questa città sembra addormentata.    
E allora utilizziamo il 2010 per fare di Pescara una città che apra il “cantiere della cultura”: il Parco Archeologico-paesaggistico, il mosaico romano, la riapertura del Michetti, l’attivazione del Circolo Aternino, la valorizzazione dell’Ex-Aurum e senza dimenticare il Museo delle Genti, la Casa di d’Annunzio, il Museo Cascella, il Museo Vittoria Colonna,  e la casa di Flaiano, che è lì, in attesa di qualche evento…una città con tutta questa ricchezza non può addormentarsi!
Nel  mio saluto in consiglio comunale, dopo la mia elezione a Presidente, ho detto:
“Però voglio anche sottolineare un altro aspetto a cui tengo molto: senza abusare dei nostri poteri, come Consiglio Comunale, vorrei che questa aula consiliare, che questo Consiglio Comunale si caratterizzasse come luogo della percezione identitaria e memoriale della città.
Che cosa voglio dire con questo termine?
Voglio dire che qui bisogna far emergere l’identità della nostra città, ripeto, senza abusare del nostro ruolo di Consiglieri occupando spazi che spettano all’esecutivo, però io ritengo che questo debba tornare ad essere il luogo in cui i cittadini pescaresi possano ritrovare il senso della loro appartenenza.
Voglio chiudere questo mio breve intervento…con una frase di Tolstoj che ci caratterizzerà in questo lavoro: “Se vuoi essere universale parla del tuo villaggio”.
Ecco, è proprio il caso di dire che per promuovere Pescara nel mondo, come ha detto Marianacci, “forse prima di ogni altra cosa bisognerebbe anche definire meglio l’identità della città”.
Ci siamo e il 2010 è anche l’anno giusto.

Pescara, 25 agosto 2009

Licio Di Biase             
Presidente del Consiglio Comunale di Pescara.
Saggista.